Il preposto per la sicurezza: chi è, cosa fa e perché la tua azienda non può farne a meno

Il preposto per la sicurezza: chi è, cosa fa e perché la tua azienda non può farne a meno

24 Marzo 2026

Se gestisci un'azienda, prima o poi ti sarai imbattuto in una parola: preposto. Capita leggendo un contratto d'appalto, durante un sopralluogo o nel momento meno opportuno, quando un ispettore chiede "chi è il vostro preposto?". 

Il tema non è solo formale. Dietro questa figura c'è un pezzo fondamentale dell'organizzazione della sicurezza sul lavoro, con implicazioni concrete per chi dirige, per chi lavora e per l'azienda nel suo complesso. In questo articolo vediamo chi è il preposto, quali sono i suoi compiti secondo il D.Lgs. 81/08, quando la nomina è obbligatoria e, soprattutto, cosa serve davvero per portare la tua attività in regola senza perdere tempo.

Chi è il preposto e cosa dice la legge?

Il preposto è la persona che, in azienda, sovrintende all'attività lavorativa e garantisce che le direttive ricevute vengano attuate, controllando che i lavoratori le rispettino. Non si tratta di un ruolo burocratico: è una figura operativa, presente sul campo, che fa da ponte tra il datore di lavoro e chi svolge materialmente le mansioni.

La definizione arriva dall'art. 2 del D.Lgs. 81/08, il Testo Unico sulla sicurezza. La norma è chiara: il preposto è chi, "in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali", vigila sull'esecuzione del lavoro in sicurezza. I suoi obblighi specifici sono poi elencati nell'art. 19, aggiornato dalla Legge 215/2021, che ha rafforzato il suo ruolo introducendo l'obbligo di intervento diretto in caso di pericolo.

In termini pratici, il preposto alla sicurezza è spesso il caposquadra, il capocantiere, il responsabile di reparto o di turno: chi ha un'autorità reale sulle persone e sulle attività quotidiane.

Chi è il preposto e cosa dice la legge?

Cosa fa il preposto in azienda: compiti e responsabilità

La figura del preposto non si esaurisce in un titolo. I compiti che la legge gli attribuisce sono concreti e quotidiani. Tra i principali, stabiliti dall'art. 19 del D.Lgs. 81/08:

  • Vigilare sul rispetto degli obblighi di sicurezza da parte dei singoli lavoratori e intervenire quando rileva comportamenti non conformi.
  • Verificare che solo i lavoratori adeguatamente formati e istruiti accedano a zone con rischio grave e specifico.
  • Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente le anomalie nei mezzi, nelle attrezzature di protezione e in ogni condizione di pericolo rilevata durante la sorveglianza.
  • Interrompere l'attività in caso di pericolo grave e immediato, disponendo l'allontanamento dei lavoratori dalla zona a rischio.

Quest'ultimo punto, rafforzato dalla riforma del 2021, è decisivo: il preposto non può limitarsi a osservare e riferire. Ha il dovere (e la responsabilità) di agire. Proprio per questo la formazione specifica è un passaggio che non si può saltare.

Il preposto è obbligatorio? Quando e per chi

La domanda "il preposto è obbligatorio?" è tra le più cercate, e la risposta merita una distinzione. Il D.Lgs. 81/08 non impone in modo esplicito la nomina di un preposto in ogni singola azienda. 

Tuttavia, la Legge 215/2021 ha introdotto l'obbligo per il datore di lavoro di individuare il preposto nell'ambito delle attività di cui all'art. 26 (appalti e subappalti) e in contesti specifici come i cantieri. Di fatto, in qualsiasi realtà dove esista una struttura gerarchica (anche minima) e qualcuno coordini il lavoro di altri, la figura del preposto esiste già nei fatti, e formalizzarla diventa un atto di tutela per tutti.

Attenzione: non nominare formalmente un preposto non elimina la responsabilità. Anzi, la rende più rischiosa, come vediamo nel prossimo paragrafo.

Preposto di fatto: i rischi di non formalizzare la nomina
Il concetto di preposto di fatto è uno dei più insidiosi del diritto della sicurezza sul lavoro. La giurisprudenza lo ha chiarito in decine di sentenze: chi esercita concretamente i poteri tipici del preposto (impartisce disposizioni, coordina i colleghi, sorveglia l'esecuzione) ne assume le responsabilità anche senza nomina formale.

In altre parole, se nella tua azienda c'è un caposquadra, un referente di reparto o un coordinatore che di fatto guida il lavoro degli altri, quella persona è già un preposto di fatto ai sensi dell'art. 299 del D.Lgs. 81/08. E se non ha ricevuto la formazione obbligatoria, né una nomina scritta, il rischio grava sia su di lei sia sul datore di lavoro.

Formalizzare la nomina, garantire la formazione e documentare tutto non è un appesantimento: è la tutela più efficace contro contestazioni e sanzioni. Spesso basta poco per trasformare una situazione di rischio in una posizione solida.

Oltre il preposto: gli adempimenti per essere davvero in regola

Nominare e formare il preposto è un passo fondamentale, ma non è l'unico. La messa a norma di un'azienda richiede un quadro più ampio di adempimenti, tutti collegati tra loro. Ecco i principali.

  • Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è il pilastro di tutto il sistema: obbligatorio per ogni azienda con almeno un dipendente, analizza i rischi specifici della tua attività e definisce le misure di prevenzione. Senza un DVR aggiornato e conforme, ogni altra azione resta incompleta.
  • La formazione generale e specifica dei lavoratori è prevista dall'Accordo Stato-Regioni e deve essere erogata prima dell'inizio dell'attività o entro 60 giorni dall'assunzione. Comprende i moduli per preposto, RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e addetti alle emergenze.
  • Il piano di emergenza definisce le procedure da seguire in caso di incendio, evacuazione o situazioni critiche. È obbligatorio per le aziende con almeno 10 lavoratori e per quelle soggette a rischi specifici.
  • Il manuale HACCP è indispensabile per tutte le attività del settore alimentare (ristoranti, bar, negozi con somministrazione) e deve essere accompagnato dalla formazione degli operatori.

Affrontare tutti questi adempimenti può sembrare complesso, ma con il supporto giusto si trasforma in un processo lineare. I nostri consulenti dedicati ti seguono passo passo: analizziamo la tua situazione, individuiamo cosa manca e ti consegniamo documenti conformi e corsi certificati nei tempi concordati, a costi competitivi.

Mettersi in regola è più semplice di quanto pensi

Il preposto, il DVR, la formazione, l'HACCP, il piano di emergenza: ogni tassello ha un ruolo preciso nel proteggere la tua azienda, i tuoi collaboratori e te stesso. Rimandare non riduce il rischio lo aumenta. La buona notizia è che non devi affrontare nulla da solo.

Con Sicurezza Online hai a disposizione un team di tecnici specializzati che ti affianca dall'analisi iniziale alla consegna dei documenti, senza complicazioni. Tutto si svolge online, ma con la cura e l'attenzione di una consulenza tradizionale. Se vuoi capire cosa serve alla tua attività per essere in regola, contattaci: rispondiamo rapidamente e senza impegno.

Domande frequenti dei clienti

Ecco le domande più comuni che riceviamo dai nostri clienti.

  • Il preposto deve essere sempre presente sul luogo di lavoro? Non esiste un obbligo di presenza continua e ininterrotta. Il preposto deve essere presente durante lo svolgimento delle attività lavorative che è chiamato a sorvegliare. La sua funzione è operativa e legata all'effettiva esecuzione del lavoro: quando i lavoratori che coordina sono in attività, il preposto deve garantire la vigilanza prevista dall'art. 19 del D.Lgs. 81/08.
  • Il preposto può essere esterno all'azienda? In linea generale, il preposto è una figura interna, individuata tra i lavoratori che esercitano già un ruolo di coordinamento. Tuttavia, nei contratti di appalto e subappalto, la Legge 215/2021 prevede che il committente individui un preposto anche tra il personale dell'appaltatore. In ogni caso, il preposto deve avere un'autorità reale e riconosciuta sui lavoratori che sorveglia.
  • I preposti devono essere formati con un corso specifico? Sì, la formazione del preposto è obbligatoria. Il corso preposto, della durata minima di 8 ore, copre i rischi specifici legati al ruolo e le responsabilità previste dalla normativa. È richiesto anche un aggiornamento periodico. Senza formazione documentata, la nomina del preposto non è considerata valida e l'azienda si espone a sanzioni in caso di ispezione.
  • Qual è la differenza tra preposto e RLS? Sono due figure distinte con compiti diversi. Il preposto sorveglia l'esecuzione del lavoro e interviene in caso di pericolo: ha un ruolo operativo e gerarchico. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), invece, è eletto o designato dai lavoratori e ha una funzione consultiva: partecipa alla valutazione dei rischi, accede alla documentazione e segnala le criticità. Entrambi richiedono una formazione specifica e contribuiscono alla sicurezza aziendale, ma da posizioni differenti.

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